venditore porta a porta

Sono ormai tanti i venditori che girano in Italia per poter vendere un impianto di depurazione. Premetto che non ho nulla contro gli impianti di depurazione d’acqua domestici, ma purtroppo sempre più spesso i venditori per superare la nostra indecisione sono pronti a raccontare di tutto. Bisogna considerare comunque che i venditori sono lavoratori che nella maggior parte dei casi guadagnano solo se vendono. Da qui la loro determinazione nell’abbattere tutte le barriere che potrebbero impedire ad un eventuale cliente di firmare il tanto ambito contratto. Sono diverse le tecniche utilizzate per convincere il probabile cliente, per la maggior parte lecite, ma a volte qualcuno va oltre. Ad esempio tanti utilizzano lo spettro delle analisi istantanee fatte durante la prima visita per capire la tipologia d’acqua che fuoriesce dai nostri rubinetti. Quella tipologia d’analisi è puramente indicativa e riesce a dire ben poco della qualità dell’acqua, ma comunque alcuni venditori sono pronti a dipingere un quadro devastante sui valori riscontrati. Oppure c’è il metodo truffaldino dell’elettrolisi, con il quale si inserisce un elettrodo sia nell’acqua depurata che quella del rubinetto. Senza che stiamo qui a spiegare il processo chimico, però sappiate che vi stanno prendendo in giro. Questo non vuol dire che l’impianto non sia efficace, ma vi da la misura della correttezza dell’azienda che vi fornisce il prodotto. Ecco, questo potrebbe essere un primo segnale indicativo della serietà del venditore. I risultati di quei test non possono essere utilizzati come motivazione per indurre una persona a comprare. E’ indice di poca serietà e  questo già potrebbe far riflettere un eventuale acquirente sulla bontà dell’acquisto che si appresta a fare.